INTERSECT

La suggestione principale che guida il lavoro è stata quella del “bianco”. In particolare, la combinazione tra le categorie apparentemente inconciliabili di “bianco” e “barocco”, un ossimoro proprio di quella forma di neo-barocco digitale (Caronia, 1996) costruito e vissuto su un piano immaginario.
Inoltre l’ambiente costruito attraverso il medium audiovisivo è profondamente intriso un’afflato generativo: interazioni sociali, scambi di flussi informativi e di comunicazione, sono stati utilizzati per la costruzione di una serie di algoritmi che alimentano il processo generativo all’interno dell’installazione. Ogni algoritmo può essere visto come un “gene” che si sviluppa in un “organismo” che a sua volta si traduce in un’articolato schema cinetico-visuale.
Il movimento all’interno dell’ambiente si mostra su più piani simultanei: fluido e discontinuo, alternando la stasi alla velocità al “congelamento” temporale, quasi a tradurre visivamente l’instabilità e il dinamismo che caratterizza il flusso di coscienza collettiva come è cristallizzato nelle masse di dati contenuti in email, chat e altri tipi di interazioni che hanno luogo nella rete.
I modelli così generati sono sottoposti a un ulteriore strumento di dinamizzazione di transizioni cicliche andando a evidenziare e tracciare geometrie di uno spazio architettonico altrimenti statico e asettico come quello della galleria d’arte. Rendendo l’istallazione come dispositivo barocco, macchina effimera, l’installazione riscrive l’aspetto materiale di uno spazio, e lo spazio svela le sue componenti immaginarie e potenziali. Attraverso l’uso del pattern, della sequenza ritmica, del loop visuale, il lavoro di Napolitano e Spagnuolo copre temporaneamente lo spazio con una pellicola mediale che si espande e complica la percezione. INTERSECT quindi vuol essere uno dei casi in cui la forma espressiva del mapping si pone non solo su un piano di combinatoria cinetica e
decorativa, ma come una riflessione sullo spazio, le sue potenzialità e le sue increspature.
Il percorso espositivo sarà completato da una serie di lavori dei due artisti atti a esplicitare la metodologia di ricerca estetica che ha portato a INTERSECT.

Artwork by: Pasquale Napolitano and Vincenzo Spagnuolo
with: Francesco Goscé
Produced by: ESSEARTE – galleria pro-oggetto
via Nilo 34, scala A interno 15 – Napoli

INTERSECT – a/v site specific installation from Pasquale Napolitano on Vimeo.