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Ci sono gli artisti. E ci sono quelli che l’arte la “fanno”.
Perché devono metterci dentro le mani, il lavoro, talvolta la fatica. La devono “sentire” per vedere realizzata la propria opera, attraverso una costruzione lenta e faticosa. È il loro modo, impossessandosi per fasi in successione della materia che manipolano, di trasmettere un pensiero, un’idea man mano che si chiarisce. È il “fare” il loro strumento principale con il quale provano a mettere in relazione il loro universo creativo con la realtà circostante. Ci sono gli artisti, baciati dalla Musa. E ci sono anche quelli che, quel bacio, per scelta o distrazione della dea, non l’hanno mai ricevuto. Per questo l’arte la rincorrono, la inseguono in una spasmodica “cerca”, lungo i sentieri più impervi, disseminati di diffi coltà, di inganni e ardue prove da superare. Per tale motivo proseguono a tappe, fermandosi a rifl ettere a lungo nel tempo e, a scadenze non troppo ravvicinate e con caparbietà e costanza impressionanti, danno luogo a puntuali verifi che per monitorare il cammino fatto. Ci sono gli artisti, del segno, del gesto, della pura astrazione. E ci sono quelli che, sull’arte, hanno la forza e la capacità di proiettare una luce che tutto illumina e disvela, con un linguaggio defi nito “fi gurativo” che tuttavia, aldilà della immediata leggibilità delle apparenze, contiene istanze simboliche per giungere alla comprensione delle quali sono richiesti livelli di approfondita conoscenza e di indagine colta. Ci sono gli artisti, che con tocco quasi magico, producono capolavori unici e insuperabili. E ci sono poi quelli che all’arte giungono attraverso un lungo e complesso percorso di evoluzione spirituale, quasi alchemico, teso alla realizzazione dell’“opera”. È un processo, apparentemente forse contorto, durante il quale si avvia un confronto totale con l’arte tutta, senza alcun limite spazio-temporale. È un continuum di analisi e sintesi dei contenuti teorici e delle idee che, talvolta, raggiunge vette poetiche. Ci sono, insomma, gli artisti. E ci sono quelli che lo diventano. Questi sono gli Artisti. Ci sono, infi ne, quelli che scrivono. Con la testa, con la ragione, con la conoscenza; talvolta capita che lo facciano per mestiere, calcolo, interesse o danaro. Alcuni, poi, pochi per fortuna di tutti, si illudono di scrivere ancora col cuore.
Massimo De Chiara
Barattoli di Scarti(F.lli Scuotto)
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